Ho già esplorato la produzione poetica di Antonella Iacoponi, vi metto il link: https://parolegiocattolo.it/antonella-iacoponi/, devo dire però che questa poesia mi ha veramente messo al tappeto. Potrà sembrare una tautologia, ma qui dentro c’è la vita, nell’eterna diatriba tra sofferenza e felicità, dolore e gioia, caduta e rinascita.
Basta poco per abbattersi ( alcune volte invece è tanto, anzi troppo) e poco per risollevarsi, inaspettatamente, contro ogni logica, contro ogni previsione.
E’ con questo spirito che la leggerò, aspettando che passi la tempesta.
Morire a pezzi
A Charles Bukowski
A volte muoio un po’, pezzo a pezzo,
quasi che la vita sia un mutuo da pagare.
Spero non si applichi la riserva di proprietà!
Spesso, mentre muoio un po’, i pezzi di cuore
si depositano nei luoghi più disparati:
a Kabul, con le donne afghane,
a Kiev, tra le rovine della guerra…
Altre volte muoio così, a rate di incertezza,
in attesa dell’esito di un esame,
di un concorso, di una analisi,
che riguardi me o i miei familiari;
a volte, poi, muoio un po’ di più,
se qualcuno avrà a soffrire,
per un errore da me commesso,
invece, cerco di morire poco,
quando penso ai miei cari scomparsi,
perché si dispiacerebbero del mio dolore…
Soprattutto, muoio di gioia,
ascoltando il rumore del mare,
tuffando il naso nel suo aroma,
respirando il profumo di un fiore.
Quando abbraccio i miei nipoti, il cuore inizia a danzare,
esplode un po’, lasciando in giro frammenti brillanti,
come cristalli; sovente, muoio in letizia,
scrivendo racconti, poesie:
allora, pezzi di anima rotolano via
dalla bocca e, attratti da calamite invisibili,
si depositano direttamente
sul foglio, come d’incanto.