Sette Porte

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Sette Porte, o forse dovrei dire meglio Sette Portali, sette accessi diversi a luoghi, mondi, dimensioni, ma forse anche riflessi della nostra umanità o della nostra divinità. Grazia, con questo nome impegnativo, ci trasporta in tutti questi mondi, come dicevo, effettuando un’operazione che effettivamente è particolare, inusuale. Tutto è legato al Misticismo, alla Magia, al Mistero.Tutto con la M maiuscola, appunto. Con una modalità di scrittura estremamente precisa, a volte puntigliosa, con una sintassi avvolgente, con un lessico sempre estremamente appropriato, Grazia cambia pelle ogni volta, muore e rinasce diversa. È un libro forse non per tutti, però per questo non scontato, e in definitiva estremamente avvincente. Bisogna lasciarsi andare, bisogna lasciarsi trasportare, trasmutare insieme a Lei e seguirLa in questo viaggio, che è quasi un viaggio dantesco in abissi insondabili, in inferni assolutamente ineffabili, spesso per compiere delle Missioni, come nel caso in cui si trasforma nella donna afghana, in quel mondo in cui le donne sono un niente assoluto.
In particolare un racconto mi ha stregato, è il caso di dirlo, si intitola Dea Villa, forse saranno le mie radici legate ai grandi navigatori spagnoli, come chi scoprì il Golfo del Messico e l’autrice mi ha portata nella dimensione del mito, di nuovo una M maiuscola. E qui, forse anche per le suggestioni dovute all’attuale interesse, legato all’uscita del nuovo film sull’Odissea, ho visto come Grazia è riuscita a calarsi nella parte, trasformandosi in un eroe: un novello Ulisse che è irretito dal fascino di una dea dalla voce indimenticabile (è la Donna Villa della canzone che potete ascoltare, aprendo il code), una sirena che lo ammalia totalmente per poi divorarlo, per farlo suo totalmente, definitivamente. Anche questa pare sia una forma d’amore.
E’ un libro che va letto, che non si spiega bene perché i racconti, i sette racconti, sono  distinti, lontanissimi nello spazio e nel tempo (Il giardino aureo è ambientato nell’”Oltre Spazio” e forse l’ispirazione è la carta dei Tarocchi dedicata agli Amanti ma l’Arciere, purtroppo, è una macchina da guerra).
Va letto con attenzione e abbandono (ne usciremo forse degli Iniziati), però vi posso dare un assaggio con le mie letture, una dedicata al mondo degli insetti, (lei addirittura si trasforma in un’Ape Regina) e l’altra invece è legata proprio all’avventura che dicevo, poc’anzi, tra i flutti e tra le fauci terribili di questa sirena famelica, ascoltatele e poi lasciatevi tentare da questo fascino della Magia della Parola di una scrittrice che oltre a chiamarsi Grazia si chiama anche Velvet e, lasciatemelo dire, ha veramente il velluto nelle mani.
Susanna Nugnes