La costruzione di uno spettacolo

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C’è una ricetta? Forse sì, non chiedetela a me, ma a Riccardo Pagni che conosce quali sono gli ingredienti e sa come dosarli. Io elenco quelli che mi hanno colpito di più (backstage compreso). Partirei dagli elementi di contorno che in realtà sono fondamentali: I colori (i nostri costumi che si devono a Stefania Cappanera che  ha disegnato il costume realizzato dalla sarta Sig. Eliana, nella fase finale coadiuvata da Giovanna Scognamillo), le immagini (meravigliosi i video realizzati da Alessandro Guerri), l’uso sapiente delle luci (Ugo Zammit), la danza ( le meravigliose coreografie e la scuola di danza DEA e gli intensi tangheri  Paola Campione e Gabriele Sassetti)
E poi c’è lo Storyboard (scritto dallo stesso Pagni) e infine l’essenza stessa della serata: la musica,  ecco l’elenco dei Friends, tutti strepitosi: Denise Paoli  Cabaret e l’omaggio a Morricone,  Lorenzo Talozzi  Can You feel The Love Tonight (Il re leone) Valeria Biagi  New York New York (film omonimo), da ricordare anche il duetto tra Irene e Alessandro Guerri Endless Love (film omonimo).
Last but not least,  i mitici Joyful e alla Direzione (sempre lui,  anche in veste di Pluto) e la nostra versione mignon i Joyfullini ( semplicemente deliziosi) con una maestra d’eccezione (Irene Pancaccini) insieme ad  una Mary Poppins (Valentina Morelli) che avrebbe potuto doppiare a pieno titolo Julie Andrews. C’era anche Mia Silvestri (anche lei graziosa e molto convincente) a fornire i raccordi tra le varie presentazioni fatte da noi coristi Joyful.
Riepilogando, rubo dalla introduzione che ho fatto della canzone Memory, cantata magistralmente da Rino Schiaffino: “fantasia, dramma, romanticismo e grande musica” si sono fusi insieme.

Questi dunque sono stati gli ingredienti  per uno grandioso spettacolo a tema dedicato ai più grandi musical della storia.
E’ stata una vera festa dei sensi e abbiamo potuto vedere in azione lo Spirito di Natale, quello che ho sempre cercato di spiegare ai miei ragazzi tra i banchi di scuola: tendere la mano, donare se stessi senza secondi fini, predisporre una cordata di amore e solidarietà. E qui siamo nel cuore del progetto della nostra Associazione: tutti quelli che erano sul palco, ma anche tanti di quelli che erano dietro e sotto, hanno regalato (chi più e chi meno) il loro tempo libero ad AIRCS:  Associazione italiana Colangite Sclerosante per la cura di una malattia terribile.
E per una sera, anch’io son tornata a “riveder le stelle”, ma non sono dovuta uscire dal teatro, erano tutte lì a illuminare le nostre feste.