Rondini e gabbiani, due diversi stili di volo

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L’ora dei giochi

Comincia dopo le sei del pomeriggio, la frequenza non è sempre la stessa, in alcuni giorni, il cielo è sovraccarico di inseguimenti: la formazione spesso è a coppie, ma lo svirgolio delle ali s’intreccia talmente che, se anche cerchi di seguirle, dopo un po’, irrimediabilmente, ti perdi. Sono voli gioiosi, forse anche irrequieti, schiamazzi di ragazzetti che giocano a rubabandiera. Alla fine, ho capito che la velocità e il volo scomposto nascono dal fatto che le annunciatrici della primavera, in aria, acchiappano gli insetti, quindi è la ricerca del cibo il loro fine ultimo. Chissà cosa racconta però il loro chiacchiericcio, sicuramente la loro monogamia: pare che il maschio faccia il suo corteggiamento attraverso un preciso canto d’amore; bello questo rituale, arrivo ad invidiarle. Per gli antichi romani, la loro danza era una manifestazione dei Lari, da sempre divinità protettrici delle case, della famiglia.

Nel frattempo, i gabbiani non si scompongono, non si mescolano a questi intrecci forzosi, i principi del cielo planano dolcemente, galleggiano senza peso, si abbandonano al vento, seguono le loro rotte imperscrutabili, non hanno bisogno di scalmanarsi tanto. Alle rondini ruberei l’irruenza della gioventù, ai gabbiani, la compostezza, la centratura conservata al di là di tutto: bufere di neve e nubifragi compresi.
S. N.
Adesso ve lo leggo

Ruberei volentieri ai gabbiani l’arte del volo, la compostezza, la centratura…l’imperturbabilità nelle tempeste. L’irruenza della gioventù ormai è perduta.
Ascoltate bene, in diretta potete sentire i gridi dei gabbiani.