Le contraddizioni dell’anima: Leonard Cohen

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In tanti conoscono le sue canzoni, chi non ha ascoltato almeno una volta nella vita la sua meravigliosa Alleluja? Ma è dal poeta che nasce il cantautore, Cohen dichiarò che, per avere diritto all’eternità, bastava scrivere una riga o due e che “l’unico modo per esorcizzare i nostri demoni è trasformare l’incubo in canzone”. Tra i suoi temi l’amore, presentato con precisione chirurgica, ma anche la solitudine e la redenzione…Celebri le sue affermazioni legate all’amore: “Crollai incontrandoti, crollai andandomene”, “M’innamorai di chiunque si innamorasse di me”  “Il vero amore è ciò che accade tra due persone che non hanno più bisogno di conoscersi”.
Amò per tutta la vita, senza però sposarsi, in definitiva forse sembrava non crederci:
“E’ così dopo l’amore, dolcemente qualcuno s’addormenta, qualcuno fuma e si guarda la pelle, qualcuno continua ad impazzire per gli occhi che si trova di fronte, qualcuno vorrebbe partire per sempre, qualcuno è certo che partirà, nessuno è certo di non tornare, tutti, proprio tutti, pensano a qualcun altro…”. Ma di una cosa sola era abbastanza sicuro e cioé che l’amore vero non deve provocare traumi, non offende e “non lascia ferite”.
Vi leggo il testo di una canzone tratta dal suo album “Death of a Ladies’ Man”

Il vero amore non lascia tracce

Il coro: The Joyful Gospel Ensamble, di cui mi onoro di far parte, canta meravigliosamente Alleluja, stay tuned, appena troviamo un video che ci rappresenti come si deve, lo inserirò.