Intervista immaginaria elevata a potenza

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Nel libro C’è troppa luce, uscito recentemente dalla fucina di Valigie rosse, Francesco Mencacci, responsabile e docente della scuola di scrittura Carver di Livorno, ripropone con arguzia e simpatia un modello già ampiamente sperimentato, quello delle interviste immaginarie a chi si trova nell’aldilà.
Coraggioso il nostro preside perché confrontarsi con dei mostri sacri mette sempre paura, ma lui è addirittura temerario perché sfida addirittura uno degli inventori di questo genere, l’emerito Professor Eco.
L’ incontro col “Professore dei Professori” seduto su una vecchia poltrona chesterfield, mi ha ricordato i godibilissimi skatches con Villaggio-Fracchia e  Gianni Agus, mancava solo la poltrona a sacco del povero Villaggio, ma Mencacci ha pensato bene di rimanere in piedi di fronte a quel nume tutelare della saggistica e della letteratura. L’autore lo ha pensato “ammalato” di
televisionite in un gustoso ritratto, estremamente realistico e ironico al tempo stesso e io penso proprio che di lassù Eco, se riesce a staccare lo sguardo dalla serie del tenente Colombo, stia ridendo con una serie di Ih ih ih tautogrammatici. A me Eco sta simpatico, anche se quando lo vidi a Pisa, pur essendo da anni laureata in Lettere e insegnante ormai senior, mi fece sentire proprio una pupattola fantozziana al suo confronto. Insomma non riuscii a fargli la domanda che avevo in mente.  Forzando un po’ la mano e andando fuori tema, gli avrei chiesto perché si era innamorato dell’enigmistica e soprattutto delle Crittografie Mnemoniche.


Con l’occasione ve ne propongo una:
Serrava il busto della sposa (2, 6, 6)

SOL: La balena bianca
Aggiunge l’allievo Stefano Bartezzaghi (che l’ha riportata in Lessico e Nuvole- La Repubblica): PS: Per un enigmista, le stecche di balena sono stonature fatte da una cantante particolarmente corpulenta.
Vi ho messo la soluzione perché il gioco è difficilotto.


Io adoro Eco perché, oltr
e alla propensione dovuta al mio DNA,  è quello che mi ha convinto a sperimentare a scuola l’enigmistica collegata alla grammatica. Una volta infatti  fece questa dichiarazione:“Ci lamentiamo che i nostri ragazzi, spendendo ore e ore alla Tv, non siano più capaci di parlare e usare bene la lingua. Basterebbe insegnare loro che con la lingua si può anche giocare...” Riparleremo di Eco e dell’enigmistica, spero, proprio insieme a Mencacci e i suoi allievi, e sicuramente ci divertiremo, adesso però torno alla lettura del libro, perché lo sto centellinando come si fa con un vino barricato, proprio come vuole il buon Pennac.