Il compleanno di Caproni 7 gennaio 2012

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Le poesie andrebbero portate in piazza, anche in chiesa” ma “non andrebbero declamate e gli attori non dovrebbero fare i gigioni” così affermava Giorgio Caproni, poeta livornese di grande intensità e di una sensibilità acuta e dolcissima. Oggi Giorgio avrebbe compiuto gli anni, voglio offrirgli un omaggio, nell’attesa di poter fare di più.
La sua opera omnia è ricchissima e varia, per cui non è facile scegliere, tuttavia ci provo.
L’attenzione mi cade su una poesia semplice che parla di se stessa.
Avrei tanto da dire, veramente tanto, ma per scaramanzia, dati i tempi, taccio.

Mia mano, fatti piuma:
fatti vela; e leggera
muovendoti sulla tastiera,
sii cauta. E bada, prima
di fermare la rima,
che stai scrivendo d’una
che fu viva e fu vera.

Tu sai che la mia preghiera
è schietta, e che l’errore
è pronto a stornare il cuore.
Sii arguta e attenta: pia.
Sii magra e sii poesia
se vuoi essere vita.
E se non vuoi tradita
la sua semplice gloria,
sii fine e popolare
come fu lei – sii ardita
e trepida, tutta storia
gentile, senza ambizione.

Allora, sul Voltone,
ventilata in un maggio
di barche, se paziente
chissà che, con la gente,
non prenda aìre e coraggio
anche tu, al suo passaggio.

da Il seme del piangere