Fantasmi a Livorno

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Nella città degli infradito all’infinito ( la rima è voluta) e delle prenotazioni ai bagni in gennaio, ci si stupisce ci sia un interesse per il paranormale, il fantastico, il gotico e invece c’è e c’è fin dal 1995, da quando cioé, come si legge nella prefazione di Luciano Donzelli, egli chiese alla giornalista Ursula Galli di indagare i misteri che si celano nella nostra città.
Ma Ursula non è solo una giornalista, è una scrittrice fine e di gusto e queste storie sono davvero godibilissime. Ogni villa di Livorno si rivela una sorta di Alhambra
( alla maniera di Washington Irving) le cui stanze si animano di presenze misteriose. Mi piace pensare che Ursula ci proporrà anche storie inventate, ispirate a questa bella esperienza di ricerca, di ricostruzione storica; sarei proprio curiosa di vedere come se la cava, io credo egregiamente. La chiesa dei Domenicani che diventa una Northanger Abbey, la casa natale di Modigliani che risuona delle voci di mamma Eugenia, del piccolo Dedo alle prese coi primi rudimenti di disegno, i nostri fossi teatro di vite tormentate stile Il conte di Montecristo. Insomma se la letteratura è un passarsi il testimone, tutte
queste piccole o grandi contaminazioni intertestuali possono trovare spazio in storie ambientate nella nostra Livorno che non è solo la capitale del cacciucco, ma anche tanto, tanto altro. La città delle Nazioni…., c’è da sbizzarrirsi cara Ursula, quindi non riposarti troppo, tieni calda la tua “bella penna”, come afferma Donzelli, e facci sognare, sempre che riusciamo a dormire sogni tranquilli.
Brrrrrrrr, che paura.

Sotto la mia lettura della storia di Gemma Bellincioni