E’ nato il mio libro

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In realtà, dovrei dire nostro: non sarebbe nato se, intanto, mio marito non ne avesse curato la pubblicazione e se il Maestro Marcello Scarselli non mi avesse gentilmente permesso di poter assistere all’allestimento della sua recente mostra a Bari.
Spiego in poche parole l’idea originaria.

Gli esperimenti letterari legati all’ èkphrasis mi hanno sempre affascinato e ho usato molto questo tipo di transcodificazione  nei laboratori di scrittura proposti ai miei alunni : “osserva bene questo quadro ed entraci dentro, pensa a cosa può essere successo prima, a cosa potrebbe succedere dopo”. Ne sono nati spesso dei piccoli capolavori e delle sane competizioni. Ne ricordo una in particolare: Gli inventori di sogni dedicata all’arte di De Chirico, Delvaux, Dalì.
Questa volta è toccato a me, mi sono voluta mettere in gioco e ho scelto di far nascere una MIA mostra, espressa a parole. L’arte come rivelazione del nostro io più profondo, della nostra sofferenza, l’arte che imita la vita e la vita che imita l’arte, come recita il vecchio adagio. Un viaggio a metà tra l’esoterico e il “reale” (distinguibile anche tramite l’uso di un carattere grafico diverso), “ un’immersione panica tra segni, simboli, stili”, il tentativo di sciogliere l’enigma nato da “una sorta di iper-opera (la mostra): una grande Madre che ha raccolto e accolto tutte le singole tele e le sculture con pazienza e benevolenza.” E chi conosce bene sa che adoro gli enigmi.
In più, n
el centenario della nascita ho voluto fare un omaggio a Italo Calvino che, nel 1983, col racconto Accanto ad una mostra
accompagna le tele di De Chirico al Centre Pompidou di Parigi.
A breve, correderò il mio canale Youtube di letture dei brani più autobiografici ma, come si sa, in letteratura il confine tra reale e immaginario è molto labile. Per cui chi può dire quanto di vero ci sia…
E io non lo dirò.
Vi metto però il primo frammento e la mia voce.