La prosa poetica di Dario Voltolini

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Non conoscevo Dario Voltolini, mi ero ripromessa di leggere  Sotto i cieli d’Italia  scritto a quattro mani con Giulio Mozzi, la Scuola Carver mi ha dato l’opportunità di avvicinarmi a lui attraverso due stralci tratti da Le scimmie sono inavvertitamente uscite dalla gabbia  e Pacific Palisades.
Dei due, quello che mi ha incuriosito di più è il secondo tratto da Milano centro, allora mi sono divertita a proseguire l’input dell’autore, completando la mia visione della città attraverso l’osservazione di tre foto del Duomo, gentilmente offerte da mio cugino Lorenzo Giorgetti.
Da troppi anni manco dalla città, ma ho tanti ricordi bellissimi, legati ad amici veramente cari. A Milano, mio padre ha vissuto un po’ e c’è andato per tanti anni, visto che, come ricorderete,  era Redattore di alcune pagine de La Settimana Enigmistica. In fondo al post trovate la lettura del brano:

Ma veniamo a Voltolini:
ho provato a spezzare le righe e a sperimentare uno stile a metà tra prosa e poesia, ripartendo da qui:
“…tre figure che scompaiono dietro un colonnato
fanno di quei cento metri un luogo arcano:
oltre una cancellata di metallo nero
una siepe quasi alta come un uomo…”
e cercando di completare la visione.
Ecco il risultato.