Viva l’enigmistica

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Che bella quest’arte! Ieri eravamo poco meno di venti persone e c’erano degli assenti (giustificati) al quarto incontro dell’università della terza età di Livorno. Mi pregio di dire che la mia classe è proprio in gamba, stiamo creando proprio una bella squadra e le nuove tecnologie ci sono di aiuto; chissà come sarebbe stato contento Babbo Aldo, si può stare tutti vicini vicini, infatti ieri sera mi sono arrivate tante mail e lo scambio è stato molto interessanto e proficuo. Non avevo mai avuto l’occasione di impegnarmi con questa fascia di età ( in fondo siamo coetanei) ed ho notato che, anche in questo caso, il gioco è veramente un motore potentissimo. L’enigmistica  può essere inquadrata perfino come una bellissima forma di meditazione, mi piace pensarla come una sorte di mantra ragionato che ci serve ad acquisire pazienza e a stornare le preoccupazioni, inoltre è un antidoto efficacissimo all’odiosa pratica dell’usa e getta; col quadernetto alla mano una parola scartata per una soluzione può farmi gioco per …crearne un altro.