Rebus in vetrina

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Intanto bisogna sapere che  cosa vuol dire rebus, la parola viene da RES latino = cosa, come res publica, rebus, al caso ablativo, equivale a con le cose, per mezzo delle cose. E’ un gioco d’importazione, forse francese o inglese, se ne hanno notizie fin dai primi dell’Ottocento.  Il fatto che sia caratterizzato dalla presenza di un codice misto: immagine / lettere (per dire meglio grafemi), come ad esempio la pubblicità o il fumetto, cattura l’attenzione dei principianti, che immediatamente si concentrano sulla vignetta e si cimentano intanto come solutori e poi i più “spericolati” addirittura come autori. Ma dove va a finire il disegno se i rebus finiscono in vetrina? Gli enigmisti, come si sa, sono dei maghi e si divertono a costruirli anche così.

Io ne ho un ricordo bellissimo fin da quando ero una ragazzina e frequentavo i Congressi di Enigmistica Classica. Di recente Alfredo Baroni (alias Il Bardo, peraltro segnalato da me) ha raccolto l’invito di una ridente cittadina San Giuliano, vicina a Pisa nota per le sue meravigliose Terme e ha organizzato una bella manifestazione dal titolo Enigmando. https://www.facebook.com/enigmisticasangiuliano.it. Siamo alla terza edizione e nella foto vedi un rebus che ha una frase risultante veramente d’effetto. Userò questo gioco di Snoopy (che in realtà è un illustre medico ovvero Enrico Parodi), per spiegarti come risolvere e come costruire il gioco in questione. Osserva l’immagine purtroppo non sono visibilissimi le lettere che accompagnano gli oggetti ma è bastante per delucidare il meccanismo. Eccolo qua IL Bardo al lavoro. Bene se ti interessano i rebus vai a letterti la pagina con tutti i chiarimenti.