L’indovinello e Il Valletto

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IL VALLETTO: Dopo l’esordio in una rubrica su L’Avvenire d’Italia curata da Nestore,
iniziò nel 1924 la collaborazione alla Diana d’Alteno come crittografo.
Divenne poi, particolarmente come Maestro insuperato nella
composizione di indovinelli, l’enigmista di gran lunga più conosciuto
anche tra i profani. Fu redattore dell’Arte Enigmistica col Duca Borso e
Ser Jacopo, e per anni (1936-1942) della pagina d’enimmi sul ”Resto
del Carlino della sera”. Fu fortissimo solutore e premiato in
innumerevoli concorsi, autore di capolavori che restano quali esempi
classici dell’arte nostra. Nel 1959 la F.O.R. di Roma pubblicò il volume
Cinquecento indovinelli, scegliendo gli esempi più significativi della sua
vastissima produzione. “Dopo Antro, l’enimmografia epigrammatica
non aveva fatto alcun progresso, ma con l’esplosione del Valletto, che
possiamo considerare l’inventore d’un nuovo genere d’indovinello,
l’arte nostra raggiunse il vertice della sua possibilità con l’uso del
bisensismo assoluto. A lui si devono lavori eccezionali, come il
francobollo, e migliaia di altri eccitanti ed arguti epigrammi” (Favolino)

Da “Enigmisti del passato”   a cura di Haunold, Manuela e Pippo – Biblioteca Enigmistica Italiana (BEI)

   Indovinello
Il single si è ravveduto

In un modo o nell’altro ero certissimo
che si sarebbe anch’egli coniugato:
star solo all’infinito era impossibile…
Sono i tempi che l’hanno trasformato!

(Il Valletto)