L’attesa in dieci quadri

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     Sarà perché forse sono influenzata, sì… forse è proprio colpa di questa forzata assenza dalle mie consuete attività di canto e recitazione, fatto sta che mi è venuto in mente di proporvi un gioco: non si vince nulla, non ci sono giurie, ma forse vi può interessare.
L’input da cui sono partita  sono le parole che I. Calvino scrive nella sua lezione sulla Visibilità che fa parte delle sue meravigliose Lezioni Americane.
Calvino, come ricorderete, scrive che all’origine dei suoi racconti spesso c’è
un’ immagine visuale: un uomo tagliato in due, un’armatura vuota .
“Da visivo il materiale diventa concettuale, poi ad un certo punto comincia  a comandare la scrittura e a all’immagine visuale non resta che tenerle dietro… sono le immagini stesse che sviluppano le loro potenzialità implicite, il racconto che esse portano dentro di sé.


Oltre a lui, basterà ricordare quello che,  da sempre, raccomandano i grandi maestri di scrittura creativa da Garcia Marquez che ha fatto giocare i suoi sceneggiatori principianti con le foto in Come si scrive un racconto, alle affermazioni  di William Burroughs sulla scrittura che è già di per sé disegno.
E poi considerando la mia lunga frequentazione con Buzzati è ovvio che io consideri questo un connubio tutto da sperimentare.
Vengo al dunque.
Per 10 giorni ( da domani) pubblicherò dieci quadri con relativa disdascalia esplicatica sul tema dell’attesa in amore, l’immagine potrà servire a fare da motore alla vostra storia in prosa o in versi.
Ciò che mi invierete,  verrà pubblicato in un  archivio / categoria del mio blog intitolata: Un quadro al giorno.
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, però potete contattarmi ( o su Messanger o su Whats), in caso di dubbi, così mi fate compagnia. Vi aspetto. Siamo o non siamo in tempo di avvento…