La Settimana compie 90 anni

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La Settimana Enigmistica compie 90 anni, però ben portati, direi, sembra una ragazzina. Io ho una frequentazione perenne col “settimanale che non teme imitazione”; da quando ne ho memoria, l’ho vista tra le mani di mio padre. Allora per celebrare il compleanno della rivista, ho pensato di riportare il ritratto di Aldes (Aldo Nugnes, mio padre) che è stato uno dei suoi grandi maestri e redattore delle pagine dei giochi in versi. Questo mio scritto è stato pubblicato, con qualche aggiunta su Penombra, una rivista storica alla quale lui ha collaborato per tanti anni. Ecco suona così.
“Nonostante sia morto da quasi trenta anni, ho un ricordo molto vivido: la sua mitezza, il suo animo gentile e l’atteggiamento di accoglienza totale nei confronti di tutti. Era incapace di concepire il male, non era attrezzato nei confronti di nessuna manifestazione umana che nascondesse una cattiva propensione, invidia, gelosia e per questo era così vulnerabile. La sua era una tenerezza disarmante e credo che il suo cuore superasse in dimensione e potenza persino la sua mente. Un uomo strabiliante davvero, come recita la soluzione  del rebus che è riportato in copertina al libro che gli ho voluto regalare per il suo centesimo compleanno. Ricordo che teneva in collo, a turno, le nostre gattine, mentre lavorava, termine improprio perché per lui l’enigmistica era un amore assoluto superato solo da quello che provava per mia madre,  per me e mia sorella. Ricordo lo sguardo sconcertato delle mie compagne di scuola quando lui ci proponeva la risoluzione di giochi che teneva a memoria e lo stupore dei compagni di università che si chiedevano come facesse a passare da un gioco all’altro, senza soluzione di continuità. Per me era tutto normale, mi aveva cresciuta così a pane e crittografie. Ricordo con strazio i suoi occhi pieni di lacrime quando non fu più in grado di sfogliare il vocabolario,
suo compagno di giochi da sempre.

Mi ha lasciato una bella eredità e a questa ho dedicato le mie tre pubblicazioni, ho organizzato tanti progetti per i miei alunni e seminari per i miei colleghi per divulgare l’enigmistica, perché Lilianaldo oltre che un cultore è stato un grande maestro e ha tenuto a battesimo dalle pagine de La Settimana Enigmistica tanti grandi autori.
Mi piacerebbe che anche chi non lo ha conosciuto ne conservasse la memoria e magari si ispirasse ai suoi giochi;
lui faceva giochi epigrammatici e crittografie di grande pregio.

Forse però, nemmeno gli amici più cari sanno qual era la sua seconda passione.
Era la musica, in casa ballava il tip tap, al suono della radio e cantava in un inglese un po’ maccheronico le canzoni di Cole Porter dei film con Fred Astaire, il suo mito da sempre. Era sempre allegro e io me lo voglio ricordare così, quando si divertiva a fare il fantasista. Era bravo davvero e si era esibito anche sui palcoscenici dei teatri di Livorno durante il passaggio della guerra. Anche questa passione mi ha trasmesso, infatti durante i miei spettacoli  canto per lui.”

                              Un tris d’assi (da sinistra): Aldes, Piero Bartezzaghi,
Giancarlo Brighenti