L’incipit: il Big Bang di tutte le nostre storie, ricordate? Ecco quello della nostra…”Cerbiatta” (questo è, un po’ trasformato da me, lo pseudonimo che si è data per giocare con la sua classe.) C’è qualcuno che vuole proseguire?
“Non siamo tutti uguali
Ecco ci risiamo, il pensiero vola. Sono qua, forbici in mano a fare quello che più mi piace, eppure la mia mente torna e ritorna caparbiamente alle stesse elucubrazioni cervellotiche. – Sarebbe tanto semplice e bello se tutti si comportassero correttamente ed in modo civile. Ma invidia, cattiveria, pochezza rovinano tutto. Eh già… ma se fanno così, avranno i loro problemi, grandi scheletri nell’armadio.
Si però…eppure sembravano persone normali – Basta non ne posso più…”
Amicizia tradita, problemi sul lavoro? Materiale ce n’è mi pare, i vizi capitali… Sfruttate il riferimento alla professione, che cosa fa il narratore?