Gli ex-libris

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Con questa definizione che deriva dal latino, si indicano dei contrassegni che servono a comprovare la proprietà di un libro. E questo cosa c’entra con l’enigmistica? Ebbene, fin dagli anni ’50 i nostri enigmisti, oltre allo pseudonimo, si sono corredati di un disegno, ad opera di un pittore Mario Bazzi, che in linea appunto con lo pseudonimo, ha creato per loro questa specie di “marchio di fabbrica”. Pensa che questa moda utilissima per non perdere i libri prestati e che ricorreva anche delle minacce esplicite del tipo “Chi mi ruberà atroce morte avrà!” è una pratica antichissima che gli “scribi” usavano apporre  questi disegni sui manoscritti pregiati. Il primo ex-libris datato risale al 1516 è tedesco ed è attribuito ad Albert Durer.  All’inizio i disegni erano piuttosto semplici, ma in seguito divennero sempre più fantasiosi.]Quindi pseudonimo e ex-libris sembra essere una coppia vincente per il perfetto enigmista.

[1] Anche questa ricerca si deve a Francesco Comerci ed è inserita nel testo già citato.