E’ l’alba
penetra il sole nella stanza
si perde l’orizzonte nello sguardo
fugge l’ombra maliarda
nella notte di tempesta
Percepisco l’assenza
m’inonda la speranza
mentre abbraccio le ginocchia
grata al giorno alla sua carezza
PENSIERO DIVERGENTE
lui legge il giornale
c’è un silenzio greve
le spalle rivolte
lei accarezza la tastiera muta
impersonale atmosfera
ineffabile tensione percezione
manca l’intreccio
smarrita ogni possibile variante
una coincidenza parallela
un particolare deformante
il rosso è essenziale
per non impazzire
ANGOLATURE
un distacco dall’inferno
il residuo del colore nella curvatura
del corpo sterile e vuoto
s’annulla all’insignificanza
compensa nella forma
la pagina sulle ginocchia
s’inarca livida e orba
nel conato di verde
il tempo trasforma lentamente
Come promesso, pubblico i “lavori” di chi ha partecipato a questo gioco, si è fatta avanti sono Nadia Chiaverini con la sua poesia essenziale, ermetica ma tagliente come una lama, se vi fa piacere potete commentare, io mi sono divertita ma penso anche lei. E, se volete possiamo, anche riprovarci io ho già pronti altri cinque quadri che hanno per tema l’attesa.


