Buzzati e la poesia

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Da giorni non riesco a cantare, non riesco a scrivere, non riesco a pensare, è come se i miei sensi fossero annebbiati, forse è anche un meccanismo di difesa, sta di fatto che mi sento più sola.  Oggi ho deciso che mi devo scrollare di dosso tutto questo e ho ripreso a studiare Buzzati. Ho trovato questa poesia, sembra scritta per me, per noi, così obnubilati in questo tempo appestato. Leggetela e tentate di ritornare voi stessi. Io ci provo. 

SCRIVI, TI PREGO…SCRIVI

Scrivi, ti prego.
Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno.
A denti stretti, magari delle cretinate senza senso,
ma scrivi.
Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.
Crediamo di fare cosa importante
tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.
Comunque, questo è il tuo mestiere,
che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,
solo questa è la porta da cui,
se mai, potrai trovare scampo.
Scrivi, scrivi.
Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,
una riga si potrà salvare. (Forse.)

(Dino Buzzati)