
Avrete sicuramente riconosciuto questo capolavoro di Edward Hopper.
Nei suoi quadri ci immaginiamo cosa è successo prima e cosa avverrà dopo,
dei suoi soggetti è stato detto che “sono come personaggi abbandonati dai loro copioni che ora, intrappolati nello spazio della propria attesa, devono farsi compagnia da sé, senza una chiara destinazione” e allora guardiamoli meglio.
L’ombra, direi, è uno degli elementi più importanti del quadro. Fa immaginare la donna distesa su un letto ordinato, dalle lenzuola stirate, nessuna traccia di una battaglia fra corpi,
è appena trascorsa una notte in solitaria.
Lei si protende in avanti perché ciò che le interessa sta fuori, in quest’oltre così poco definito. Anche in Hopper le finestre sono sempre le protagoniste.
Lo sguardo della donna è apparentemente senza oggetto, forse è solo la sua mente ad “osservare”?
Ma… che cosa, ci chiediamo? E’ un ricordo, un momento nostalgico, una reverie?
Resta comunque l’impressione di uno sforzo, di una tensione che sembra rivelarsi assolutamente inutile.