Souvenir per gli allievi dell’Unitre di Livorno (gennaio-marzo 2018)
Riflessioni sullo scrivere
La pagina bianca
G. G. Marquez sostiene che il suo maestro è stato Hemingway. La sua lezione è questa:
”la scoperta che il lavoro di ogni giorno deve interrompersi solo quando si sa come
ricominciare il giorno dopo. Non credo che sia mai stato dato un consiglio più utile per
scrivere. E’ né più né meno, il rimedio assoluto contro il fantasma più temuto dagli scrittori:
l’agonia mattutina davanti alla pagina in bianco.
Scrivere è libertà
C’è anche una donna tra i grandi maestri di scrittura creativa (mi pregio di dirlo), si chiama Natalie Goldberg, il suo manuale più famoso si intitola “Scrivere Zen” ed è un prezioso scrigno di consigli utili per noi che dobbiamo annullare il terrore della pagina bianca.
Scrivere è per lei “liberatorio”: “ Essere scrittori e scrivere significa sentirsi liberi. Significa adempiere la propria funzione. Una volta pensavo che la libertà consistesse nel fare tutto quello che uno voleva. Ma la libertà consiste nel capire chi siamo, che cosa dovremmo fare su questa terra, e infine, semplicemente farlo” .
Bel motto per le nuove generazioni, vero?
Scrivere è disciplina
Flaubert consigli ad un’amica scrittrice: “Lavora pazientemente ogni giorno un uguale
numero di ore. Prendi l’abitudine di una vita calma e studiosa. Vi troverai innanzitutto un grande fascino e ne trarrai forza (…) Bisogna diffidare di tutto quel che assomiglia
all’ispirazione e che spesso non è che partito preso e un’esaltazione fittizia che ci si è
autoimposta e che non è venuta da sola. D’altra parte non si vive nell’ispirazione. Pegaso
cammina più che galoppare. Tutto il talento sta nel fargli prendere il passo che si vuole,
ma per far questo non dobbiamo forzare le sue possibilità. Bisogna leggere, meditare
molto, pensare sempre allo stile (e il suo è inimitabile, ndr) e scrivere il meno possibile”
C’ è anche un metodo per smettere di scrivere. E’ un metodo anche questo.
Sentiamo che cosa dice Isabel Allende a proposito del raptus della scrittura: “Quando
arrivo nel mio studio la mattina, mi preparo un tè e quando apro il mio computer per
cominciare a scrivere accendo una candela. Una candela piccola, (…). Quando la candela
si è consumata decido che è ora di smettere. Dura circa sei, sette ore. Lo faccio perché
devo mettermi un limite, altrimenti potrei passare la vita a scrivere e non avrei né marito, né figli , né nipoti, non avrei vita sociale, niente: starei tutto il giorno lì.”
Altri consigli ai principianti
Dostoevskij ad una aspirante scrittrice: “non si rinchiuda nel mondo esclusivo del suo io, si affidi alla natura, si apra al mondo esteriore e alle sollecitazioni che le giungono
dall’esterno almeno in qualche misura. La vita esteriore, la vita reale fa straordinariamente evolvere la nostra natura umana ed è proprio quella che ci offre materiale per scrivere”.
Buoni lettori e buoni scrittori
tratto dalla Prima lezione di letteratura di V. Nabokov, ciclo tenuto agli studenti americani negli anni ’40 (Garzanti). “Noi tutti abbiamo temperamenti differenti e io posso dirvi che il migliore che possa avere o sviluppare un lettore è una combinazione tra il temperamento artistico e quello scientifico. L’artista entusiasta rischia di essere troppo soggettivo nel suo atteggiamento di fronte al libro; nello stesso modo la freddezza scientifica del giudizio attenua il calore dell’intuizione. Se però un a aspirante lettore è del tutto privo di passione e pazienza è difficile che possa godere della grande letteratura. (…) Sono tre i punti di vista dai quali si può considerare uno scrittore: lo si può considerare un affabulatore, un insegnante, o un incantatore. Un grande scrittore associa su di sé queste tre qualità: affabulatore, insegnante e incantatore; ma è l’incantatore che predomina in lui e ne fa un grande scrittore.”
Costruire un personaggio
Henry James da Lezioni su Balzac: “Quando Balzac vede i personaggi, essi gli appaiono
subito irti di tutte le loro caratteristiche. Ogni segno o tratto, esteriore ed interiore, che essi possiedono, ogni virtù ed ogni vizio, ogni forza e ogni debolezza, ogni passione e ogni abitudine, il suono delle loro voci, lo sguardo dei loro occhi, i vezzi di espressione e
movimento, i bottoni dei loro abiti, il cibo nei loro piatti, i soldi nelle loro tasche, la mobilia nelle loro case, i segreti nei loro petti, sono tutte cose che lo interessano, lo riguardano, lo dominano, cose che hanno nei confronti della rappresentazione, significato, pertinenza, valore.
Tecnica e struttura
R. L. Stevenson . A proposito di alcuni elementi tecnici nello stile letterario
“Compito precipuo del letterato sarà quello di tessere o intrecciare il significato che si
vuole esprimere, avvolgendolo su se stesso in modo che ogni frase, grazie ad una serie di
espressioni successive, si rapprenda inizialmente in una sorta di nodo o nucleo
groviglioso; e poi, dopo un attimo di sospensione del senso, si risolva e chiarisca quel che vuol dire.
L’artista – demiurgo e la creazione
L’artista deve essere nella sua opera come Dio nella creazione: invisibile e onnipotente;
che lo si senta dappertutto. Ma senza vederlo. E poiché l’arte è una seconda natura, il
creatore di questa natura deve agire con dei processi analoghi, e che si senta in ogni
atomo, in ogni aspetto, un’impassibilità nascosta e infinita. L’effetto dello spettatore deve essere una sorta di stupefazione. Come si è potuto fare! Deve esclamare, e che si senta schiacciato, senza sapere perché.”
Vorrei concludere con un po’ di “roba” nostra ed esattamente con queste due belle
affermazioni di due grandissimi del nostro panorama italiano Verga e il mio adorato
Calvino, entrambi riflettono sul travaglio dello scrivere:
“Quando nel romanzo l’affinità e la coesione di ogni sua parte sarà così completa che il
processo della creazione rimarrà un mistero, come lo svolgersi delle passioni umane, e
l’armonia delle sue forme sarà perfetta; la sincerità della sua realtà così evidente, il suo
modo e la sua ragione di essere così necessarie, che la mano dell’artista rimarrà
assolutamente invisibile, allora avrà l’impronta dell’avvenimento reale, l’opera d’arte
sembrerà essersi fatta da sé, senza servare alcun contatto col suo autore, alcuna macchia
d’origine” dalla Prefazione a L’ Amante di Gramigna.
“Il mio lavoro di scrittore è stato teso fin dagli inizi a inseguire il fulmineo percorso dei
circuiti mentali che catturano e collegano punti lontani dello spazio e del tempo. Nella mia predilezione per l’avventura e la fiaba cercavo sempre l’equivalente di un’ energia
interiore, di un movimento della mente. Ho puntato sull’immagine, e dal movimento che l’immagine scaturisce naturalmente, pur sempre sapendo che non si può parlare d’un risultato letterario finché questa corrente non è diventata parola. Come per il poeta, la riuscita sta nella felicità dell’espressione verbale, che in qualche caso potrà realizzarsi per folgorazione improvvisa, ma che di vuol dire una paziente ricerca del “mot juste”, della frase in cui ogni parola è insostituibile, dell’accostamento di suoni e di concetti più efficace e denso di significato: Sono convinto che scrivere prosa non debba essere diverso dallo scrivere poesia; in entrambi i casi è ricerca di un’espressione necessaria, unica, densa, concisa, memorabile. Da Rapidità in Lezioni americane.
Per concludere una serie di input per la lezione delle vacanze
TEMI:
1) Quali tematiche ami trattare di più? Fatti un breve esame di coscienza e pensa a come
includere “i tuoi cavalli di battaglia” nelle tue storie. Ti invito a scrivere una serie di appunti
che ti possano servire da repertorio di idee da sviluppare successivamente.
SPUNTI per costruire storie:
1) Sdraiati dove vuoi per quindici minuti, poi alzati e scrivi tutte le fantasie che ti passano per la
mente. Fatta una lista scegli quella dalla quale può nascere la storia più efficace e scrivila.
2) Racconta una storia per rispondere a queste domande:
A) Perché la luna sembra sempre triste e sola? B) Quali sono i colori del tramonto? C)
L’universo è infinito? D) Come si scrive un best seller?
3) Tieni in un quadernetto gli appunti dei tuoi sogni o dei tuoi sogni ad occhi aperti, scrivi
almeno due incipit prima di sviluppare quello che fa più al caso tuo.
CARATTERIZZAZIONE DEL PERSONAGGIO
1) Scegli un personaggio da un libro di narrativa: scrivi una storia presentandolo in un fase diversa
della propria vita (più giovane, più vecchio)
2) Ribalta i ruoli di buono/cattivo in qualche favola, racconto, film. Se sei particolarmente bravo
usane due opposti come il Dottor Jeckill e Mr Hyde di Stevenson e il Buono e il Gramo de Il visconte dimezzato di I. Calvino.
3) Descrivi uno straniero che stai osservando dalla panchina di un parco. Ti ha incuriosito, perché?
Concentrati sui suoi tratti esteriori, sul suo atteggiamento.
SETTING
1) Scrivi un racconto che sia ambientato in un paese straniero dove non sei mai stato.
2) Sei un viaggiatore di un mondo incantato, raccogli informazioni e scrivi un diario di bordo.
3) Immagina di essere in un mondo alla rovescia, tipo Alice nel paese delle meraviglie.
Incipit di Se una notte d’inverno un viaggiatore di I. Calvino
“Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.”
Adesso tocca a te, ti do una traccia:
Crea un nuovo personaggio di romanzo: “il lettore ideale”, ti assomiglia? Come dialoga con il suo
autore ideale? Quali sono le aspettative dell’uno e dell’altro? E il romanzo come potrebbe essere?
Sviluppa questo triangolo.
BUONE VACANZE! SUSANNA NUGNES