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Oggi il tempo è di pioggia.
Sembra il giorno una sera,
Sembra la primavera un autunno, ed un gran vento devasta
L’arboscello che sta – e non pare- saldo;
Par tra le piante un giovanetto alto
Troppo per la sua verde età.
Tu lo guardi. Hai pietà
Forse di tutti quei candidi fiori
Che la bora gli toglie; e son frutta,
Son dolci conserve
Per l’inverno quei fiori che tra l’erbe
Cadono. E se ne duole la tua vasta maternità.
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Ieri lo spazio era del sole.
È la notte un giorno
E’ l’autunno una primavera e l’aria immobile conserva
Il baobab che non c’è più – ed esiste – fragile E’ lontano dai sassi un vecchietto piccolino Poco per la sua grigia morte.
Tu lo ignori: hai rabbia
Certamente di ognuno dei tenebrosi rami secchi Che l’aria immota gli dà e son cavoli,
Non sono amari sottoli per l’estate questi rami secchi che lontan dai sassi stanno in piedi. E se ne compiace la tua sterilità.
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