Descrizione con una dominante auditiva e olfattiva.

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Uno degli esercizi proposti durante la lezione dedicata alla descrizione, l’autrice è Giuseppina.

Il silenzio ovattato e irreale della  gelida notte russa dormiente nella neve era festosamente interrotto dal tintinnare dei campanelli che annunciavano l’arrivo delle slitte. Trainate da  cavalli obbedienti e guidate da sapienti cocchieri intabarrati nei loro pastrani, le eleganti troike dai cuscini imbottiti e le fiancate finemente decorate scivolavano silenziose sulla neve fresca, lasciandosi alle spalle due solchi paralleli che presto si perdevano alla vista, ricoperti dalla neve che continuava a cadere ostinata e leggera.  Trasportavano austeri signori, impettiti  nei loro abiti scuri attillati, rigidi  come la rigidità morale e spesso ipocrita di cui erano pervasi, il volto incorniciato da folta barba e mustacchi ben curati, accompagnati da frivole signore coperte di ampi mantelli di pelliccia e manicotti nei quali nascondevano le loro piccole mani che nulla avevano mai conosciuto oltre al filo da ricamo, la tastiera del pianoforte e qualche libro di francese, com’era uso a quei tempi, e i cui profumi raffinati si mescolavano, loro malgrado, all’odore acre di sudore che si alzava dal manto dei cavalli.
I primi ospiti erano già arrivati. Il Grande Teatro li accoglieva con la consueta eleganza e signorilità che si rivelavano ancora più inarrivabili e misteriose poiché  il leggero velo del nevischio palesava solo i suoi contorni sfumati, sebbene le ampie finestre poste ai piani superiori  lasciassero  trapelare le irresistibili luci calde e dorate, presagio di occhiate furtive, sorrisi nascosti dietro i ventagli ricamati, rossori di giovani fanciulle, incontri segreti. Dalla gradinata che lo innalzava al di sopra del vasto piazzale prospiciente, quasi a sottolineare la sua indiscussa superiorità, otto snelle colonne sovrastate dalle delicate volute dei loro capitelli, vestali a difesa del tempio, sorreggevano il frontone decorato richiamando alla mente un antico tempio greco.

Chi se la sente di commentare e chi di proseguire? A me sembra un incipit bellissimo…Il presupposto “teorico” è nella pagina intitolata: I sensi