POESIA VISIVA
CURIOSITÀ: In un poema del XVII secolo di Guido Casoni intitolato La passione di Cristo, l’autore delle dodici poesie figurate rappresenta con forme diverse gli strumenti usati per torturare Cristo prima della Crocifissione, come ad esempio la frusta con cui fu flagellato, la lancia con cui fu trafitto al costato. Particolarmente bella è la composizione che ricorda la spada che ferì Colui che regge il mondo, “mano ferina” quella di colui che ferì il Cristo, “mano celeste” quella di Colui che dispensa la gloria. Questo tipo di poesia viene definita comunemente CALLIGRAMMA.[1] ETIMOLOGIA: dal greco kallos = bellezza e gramma =lettera dell’ alfabeto, quindi un bel codice misto fatto di parole belle, con una bella forma, potremmo dire.
Osserva la forma di questo enigma evidentemente è una clessidra che rappresenta il fluire del tempo. Il testo è un po’ difficile ma vale la pena che tu legga questa poesia-immagine[2].
Oltre che davvero strano,
pare cosa stupefacente
palesar con un gioco
di parole misurate
così esattamente
e ponendo cura
a perfezione
di salvare
la forma,
l’idea
vera
di
dare,
avendo
fantasia
sensazione
del trapasso
ogn’ora atteso,
in lento posarsi
di polvere sottile,
or capovolta la luce:
con vitrea trasparenza
l’eterno andar del tempo.
[1] Queste notizie sono contenute, insieme alla rappresentazione visiva degli strumenti della Passione in Ceserani-De Federicis, Il materiale e l’immaginario, vol. 5, pag. 639-42.
[2] L’autore dell’enigma che ha per soluzione la clessidra è Paolo Marucchi. Il gioco, affascinante oltre che sofisticato, è apparso su una rivista classica che si chiama Penombra (2- ’87). L’invenzione del carme figurato ha origini antichissime, comincia in epoca alessandina, si possono ricordare Teocrito, Rabelais ma forse i Calligrammi più famosi sono quelli di Apollinaire.