Omaggio a Piero Bartezzaghi

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FRASE ANAGRAMMATA DIVISA (5, 8 = 6/7)

Oltre la memoria dei tempi

Declina il sole in riflessi di fiamma,
sussurrano fronde lievi, si sfiata
un organetto per le vie del centro.
Nella camera svuotata dai silenzi,
quadri dai colori cangianti
hanno toni dimessi e tra i bianchi fiori
le colombe ripiegano il capo
come per uno stanco gioco di prestigio.
Di quello che è stato, a noi sfiduciati
che resta? Una poltrona e un comando
a distanza per cambiare programma.
Perché non potere di più?

In un mondo come il nostro, vivere
è rincorrere fuggevoli farfalle
tra imboscate ed inganni gentili,
è rotolare di ciottoli in stagni verdi
e perdersi tra vaghe promesse
in mari forestieri, oltre i continenti.
Ognuno di noi credeva di essere libero,
ma la favola si è smarrita nella memoria
dei tempi. Di noi, spiriti irrequieti,
e della nostra voglia d’amore
è rimasta solo una voce lontana
e un senso di desideri e paure.

Se avessimo ali per fuggire alla memoria
ruberemmo scintille a focolari
per accendere i torbidi orizzonti
ed innalzare sfolgoranti troni
a lune celesti: lasceremmo così
alla Terra i cuori di pietra
e cercheremmo nel cielo orbite
per roteare con le stelle.
Trasecolati da cose troppo grandi
e dagli scempi di una natura infelice,
ci affacciamo alle finestre della solitudine:
e non ci bastano gli occhi per piangere.

Zanzibar (Piero Bartezzaghi)

A richiesta gli “aiutini”